Il Pride è festa, visibilità, orgoglio, ma sappiamo che può essere anche altro.
È anche un viaggio intimo e personale.
Mentre partecipi fuori, qualcosa si muove dentro di te: emozioni, relazioni, identità.
A volte il Pride è un luogo di cura, di appartenenza, di riconoscimento. Altre volte, invece, può far emergere ferite e paure legate all’esclusione, spesso non dette, ma reali: la sensazione di non essere abbastanza, abbastanza queer, abbastanza visibile, abbastanza dentro.
Non tutti vivono il Pride allo stesso modo.
Per alcune persone, mostrarsi è liberatorio. Per altre, è faticoso, disorientante, persino spaventoso.
E va bene così.
L’autenticità non coincide con l’esposizione.
La visibilità non è un obbligo.
Il Pride non è solo un corteo tra le strade della città.
È anche un percorso dentro di noi.
E noi, come Identità Plurale, vogliamo esserci in entrambi i luoghi.
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